mercoledì 30 ottobre 2019

Recensione "Questa non è una storia d'amore" di Suki Fleet

E buongiorno!
Qua non si smette mai di leggere e recensire, ormai sono una macchina da guerra con la mia formidabile squadra. Chi ama leggere sa che purtroppo il tempo non basta mai a meno che non si annulli tutto il resto e si resti sul divano comodi a leggere all'infinito... ma purtroppo non è possibile, la vita è piena di impegni e meno male che è così, altrimenti sai che monotonia!
A parte questo mio sproloquiare mattutino, oggi vi presento la recensione di Giangiù su un'altro libro di Suki Fleet, autrice conosciuta precedentemente grazie a Volpe (link alla recensione). Storie male to male crude e intense, ma vere. 
Titolo: Questa non è una storia d'amore
Autrice: Suki Fleet
Genere: Contemporaneo M/M
Pagine: 375
Editore: Self Publishing
Data di uscita: 23 Ottobre 2019

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Quando la mamma di Romeo esce di casa per non tornare più, il quindicenne si ritrova senza un tetto e a cercare di sopravvivere sulla strada. Muto e terrorizzato, il suo silenzio lo rende vulnerabile; una notte viene aggredito da una gang di altri giovani come lui ma viene soccorso da un ragazzo che si impegna a proteggerlo da lì in avanti.
Julian ha solo due anni in più di Romeo. Scappato da una vita in famiglia sempre più violenta, Julian è stato infatti costretto a compiere scelte molto difficili e si ritrova a vendere se stesso per sopravvivere. Proteggere Romeo gli dà la possibilità di cambiare, gli dona uno scopo di vita, gli offre speranza ma nonostante cerchi di dimostrarsi forte e di gettarsi alle spalle i passati problemi con la droga, vivere come sono costretti a fare lo sta lentamente distruggendo e gli insinua il dubbio di non essere forte abbastanza.
Oh, sì che lo è, Suki: è un libro che racconta una grandissima storia d'amore, invece! Lo è dalla prima parola fino all'ultima, ed è una storia tanto potente quanto struggente.
Siamo, qui come in "Volpe" (che ho appena finito di leggere, ma che è successivo a questo romanzo) nello stesso ambiente: la Londra cupa che fa da scenario a Julian e Romeo. Sono due ragazzi di strada, ma ambedue innocenti.
Romeo è un quindicenne che un giorno si è ritrovato solo, dopo la sparizione della madre; è muto e ha sviluppato una grande abilità nel disegno, grazie alla quale comunica riempiendo fogli da un blocchetto che tiene sempre con sé.
Julian ha solo due anni più di lui e da quando l'ha salvato un giorno da un pestaggio ne è diventato il custode, l'amico più caldo e vicino. E lo protegge, a costo di qualunque sacrificio, provvedendo a tutto, anche vendendosi, ma vigila sempre, come un angelo, affinché le brutture della vita di strada non coinvolgano mai Remee (come lo chiama lui), ma lo sfiorino e basta.
È la devozione il filo conduttore di questo bel romanzo. I due ragazzi sono appunto "devoti" l'uno all'altro: non c'è mai un morso di fame, un brivido di freddo vissuto in qualche scantinato che coinvolga uno solo dei due, ma ciascuno vive ogni angoscia anche piccola col pensiero di evitare che l'altro ne soffra.
Romeo sembra non capire, inizialmente, quanto Julian sia il suo "tutto"; quasi con timore realizza che il desiderio di calore e di fratellanza che sente è in realtà qualcosa di più profondo, che lo turba nell'anima e nel corpo. E tace l'amore che prova perché lo trova fuori posto.
Così come tace Julian, che mette da parte il suo sentimento per proteggere Remee.
I due ragazzi passano attraverso vicissitudini di ogni tipo, mantenendo la loro anima pura. Ma la vita di strada li coinvolge e li travolge ed è in questo turbine di avvenimenti che il loro darsi conforto sfocia finalmente nella presa di coscienza del reale legame che li unisce. Diventano quindi non una coppia, ma un tutt'uno, colmi di un amore smisurato.
Il loro amore attraversa momenti di reale disperazione, incontri sbagliati, coinvolgimenti in episodi pericolosi e tutto sembra stia andando verso la distruzione, tanto che a Julian la soluzione migliore per salvare Romeo sembra essere quella di abbandonarlo e di correre da solo incontro alla rovina.
"la nostra vita è come un arto che ancora non abbiamo imparato ad usare"
Cosa mi ha colpito di più nel modo di raccontare questa storia e perché la consiglio? Per prima cosa l'ambientazione; pur muovendo i personaggi nella parte più fosca di Londra, l'autrice mantiene equilibrio nella descrizione: si avverte la presenza di personaggi sgradevoli e la cupezza dei luoghi, ma non indulge, diventano accenni necessari per inquadrare la vicenda e farci conoscere meglio i due ragazzi.
Un altro messaggio che arriva chiaro è che anche le persone disagiate sanno ascoltare il proprio cuore. E ne sono esempio le persone che spesso si prendono cura dei protagonisti e li aiutano, alcune delle quali addirittura inaspettatamente. Mi ha fatto ripensare a un video diventato virale in cui un ragazzo finge di perdere il portafoglio per strada; fra tutti i passanti che ne approfittano, solo un homeless lo chiama per farglielo raccogliere.
Inoltre voglio annotare la partecipazione a cui Suki spinge il lettore; capitolo dopo capitolo Romeo e Julian erano così vivi e reali, che provavo tristezza nel non avere nessuna possibilità di aiutarli.
Questa non è una storia d'amore è quindi un libro che consiglio caldamente. Vi emozionerete nel conoscere due anime pure e se siete fra quelle persone che hanno provato cosa vuol dire essere innamorati di nascosto e perdutamente, riconoscerete i vostri timori e i pensieri di un tempo, in quelli di Romeo.


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