lunedì 22 luglio 2024

Recensione - "Dalla stessa parte mi troverai" di Valentina Mira

Titolo:
Dalla stessa parte mi troverai
Autore: Valentina Mira
Genere: Politica
Pagine: 256
Editore: SEM
Data di uscita: 12 gennaio 2024

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Questa storia comincia una sera d’inverno, il 7 gennaio 1978. Davanti a una sede del Movimento sociale nel quartiere dell’Appio Latino, a Roma, vengono uccisi a colpi d’arma da fuoco due attivisti di destra. Da quel momento, i morti di Acca Larentia diventano icone intoccabili del neofascismo italiano. Questa storia ricomincia il 30 aprile 1987, quando viene arrestato Mario Scrocca, un militante di estrema sinistra. Secondo gli inquirenti, Scrocca avrebbe fatto parte del commando che colpì ad Acca Larentia. Lo troveranno cadavere ventiquattro ore più tardi, impiccato in una cella di Regina Coeli. Ma troppe cose non tornano…

Questa storia senza fine ricomincia – una volta ancora – un pomeriggio di giugno del 2021. Due donne si incontrano sotto il cielo di Roma. Rossella ha sessant’anni ed è la vedova di Mario Scrocca. Valentina, di anni, ne ha trenta, è cresciuta dalle parti di Acca Larentia, in passato ha frequentato dei neofascisti e si porta dentro le cicatrici di quelle frequentazioni. 
Dalla stessa parte mi troverai è il racconto di un amore vissuto a mille nei giorni in cui tutto era ancora possibile e di una vita spezzata al tempo del disincanto collettivo prima di essere consegnata all’oblio. Con un rigore che non ammette sconti, Valentina Mira fa luce sul vittimismo osceno dei carnefici, demolendo retoriche, alibi, miti di quella destra che si è presa l’Italia.

lunedì 15 luglio 2024

Recensione - "Hungry Beast. Il famiglio" di Eveline Durand

Titolo:
Hungry Beast. Il famiglio
Autore: Eveline Durand
Serie: Hungry Girl #2
Genere: YA Paranormal Romance
Pagine: 520
Editore: Delrai Edizioni
Data di uscita: 24 maggio 2024

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Anche i demoni immortali hanno punti deboli. Basta spezzare un patto di parole e sangue, che la bestia prende il sopravvento. Summer, la succube che aspira al vero amore, si trova a dover combattere una lotta contro se stessa, proprio mentre i nemici del clan sferrano il loro attacco e il suo umanissimo donatore è diviso tra la prigione di una volontà schiacciata e i sentimenti che prova per lei. La strada del perdono è dura da percorrere, tanto quanto quella della redenzione, ma Alvin decide di mettersi in gioco per dimostrarsi degno di fiducia e giura di riconquistare ciò che ha perduto. Cambiare il destino, però, non è così facile, soprattutto quando una sconvolgente rivelazione mina il suo mondo e quello delle creature sovrannaturali di tutta Sourhill. Il branco dei famigli è in pericolo e altre vite innocenti rischiano di soccombere sotto forze antiche e occulte. Chi è davvero la creatura contro cui stanno combattendo e perché non esce allo scoperto? “Hungry beast. Il famiglio” è il secondo e conclusivo capitolo della dilogia iniziata con “Hungry girl. La succube”.

02 - Hungry Beast. Il famiglio

lunedì 8 luglio 2024

Recensione - "Eichmann. Dove inizia la notte. Un dialogo fra Hannah Arendt e Adolf Eichmann" di Stefano Massini

Titolo:
Eichmann. Dove inizia la notte
Autore: Stefano Massini
Genere: Politica
Pagine: 128
Editore: Fandango Libri
Data di uscita: 19 gennaio 2024

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Nel 1960 viene arrestato in Argentina Adolf Eichmann, il gerarca nazista responsabile di aver pianificato, strutturato e dunque reso possibile lo sterminio di milioni di ebrei. Dai verbali degli interrogatori a Gerusalemme, dagli atti del processo, dalla storiografia tedesca ed ebraica oltre che dai saggi di Hannah Arendt, Stefano Massi-ni trae questo dialogo di feroce, inaudita potenza. Il testo è un atto unico, un'intervista della stessa Arendt a colui che più di tutti incarna la traduzione della violenza in calcolo, in disegno, in schema effettivo. In un lucidissimo riavvolgere il nastro, Eichmann ricostruisce tutti i passaggi della sua travolgente carriera, dagli albori nella piccola borghesia travolta dalla crisi fino all'ebbrezza del potere, con Hitler e Himmler raccontati come mai prima, fra psicosi e dolori addominali, in un tripudio di scuderie, teatri e salotti. Da una promozione all'altra, in un crescendo di poltrone, prestigio e denaro, si compone lentamente il quadro della Soluzione Finale, qui descritta nel suo aspetto più elementare di immane macchina organizzativa: come si sperimentò il gas? Quando fu deciso (e comunicato) l'inizio dello sterminio? Come si gestiva in concreto l'orrore di Auschwitz? Ed ecco prendere forma, passo dopo passo, una prospettiva spiazzante: Eichmann non è affatto un mostro, bensì un uomo spaventosamente normale, privo di alcun talento se non quello di trarsi d'impaccio, capace di stupire più per la bassezza che per il genio. Incalzato dalle domande della filosofa tedesca, egli si rivela il ritratto squallidissimo dell'arrivismo, della finzione, del più bieco interesse personale, ma niente di più. È mai possibile che l'uomo più temuto da milioni di deportati, il cui solo nome incuteva terrore, fosse un essere così vicino all'uomo medio? Contraddittorio, superficiale, perfino goffo, Eichmann assomiglia a noi più di quanto si possa immaginare. Ma è proprio qui, in fondo, che prende forma il male: nella più comune e insospettabile piccolezza umana.

mercoledì 3 luglio 2024

Recensione - "La cucina italiana non esiste" di Alberto Grandi e Daniele Soffiati

Titolo:
La cucina italiana non esiste
Autore: Alberto Grandi, Daniele Soffiati
Genere: Saggio
Pagine: 276
Editore: Mondadori
Data di uscita: 16 aprile 2024

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"Quando Gualtiero Marchesi, considerato il fondatore della nuova cucina italiana, negli anni Novanta consigliava di mettere la panna nella carbonara, a nessuno veniva in mente di scatenare autentiche guerre di religione come avviene oggi." Alberto Grandi, professore di Storia del cibo e presidente del corso di laurea in Economia e Management all'Università di Parma, e Daniele Soffiati, suo sodale nel celeberrimo podcast DOI - Denominazione di Origine Inventata, ci spiegano perché la cucina italiana non esiste! È vero che i prodotti italiani sono buonissimi, spesso i migliori al mondo, ma è falso che abbiano origini leggendarie, perse nella notte dei tempi. Non è serio sostenere che Michelangelo faceva incetta di lardo ogni volta che passava per Colonnata, così come non è credibile che i milanesi abbiano insegnato agli austriaci a preparare la cotoletta. La ricerca storica attesta che la cucina italiana, intesa come prodotti e ricette della tradizione, è un'invenzione recente e, di fatto, un'efficace trovata di marketing: la narrazione della tradizione è spesso l'ingrediente contemporaneo che rende i nostri piatti ancora più gustosi. La ricerca della coppia Grandi-Soffiati ci ricorda che fino a un recente passato gran parte degli italiani moriva di fame, mentre le élite si dilettavano con cuochi e buon cibo. Inoltre, molti piatti simbolo della "tradizionale" cucina italiana, dalla pizza alla pasta, non sarebbero stati possibili senza il fondamentale contributo dei migranti italiani, che tornarono da terre lontanissime con qualche soldo in tasca e prodotti alimentari praticamente sconosciuti fino al 1900. Con questo libro, vera e propria miniera di informazioni e curiosità, gli autori ci accompagnano in un ideale supermercato. Analizzando, scaffale per scaffale, la storia degli alimenti e dei piatti tipici, ci svelano che gli italiani sono ottimi cuochi proprio perché non sono mai stati vincolati da una tradizione di fatto inesistente, bensì sempre aperti alla cucina e agli ingredienti degli altri paesi del mondo.