giovedì 23 settembre 2021

Recensione "La tatuatrice gentile" di Lucille Ninivaggi

Buongiorno a tutti, oggi parliamo dell'ultimo libro letto da Mariagrazia, La tatuatrice gentile edito da Mondadori. Una lettura molto veloce ma che per qualche lacuna non ha lasciato pienamente soddisfatti.
Titolo:
La tatuatrice gentile
Autore: Lucille Ninivaggi
Genere: Narrativa
Pagine: 144
Editore: Mondadori
Data di uscita: 7 settembre 2021

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Lara ha sempre amato disegnare, inventare nuovi mondi dove rifugiarsi nei momenti più bui. Per lei, la fantasia è stata l'antidoto ai tanti dolori che hanno segnato la sua vita fin dall'infanzia. Ora, diventata donna, ha trovato il coraggio di lasciare un lavoro che non sentiva giusto per sé, trasformando la sua passione in un mestiere che finalmente le dà gioia, la tatuatrice. Ma Lara non si limita a tatuare e basta. Lei, quando qualcuno, per lo più donne, la contatta per farsi fare un tatuaggio, prima di tutto chiede che le racconti la sua storia. Lei la ascolta con attenzione e se ne prende cura, con la stessa gentilezza e il medesimo rispetto che l'adorata nonna Ada riservava alle sue amatissime piante. E poi traduce quei racconti di vite spesso offese in tatuaggi meravigliosi, trasformando così il dolore in bellezza, e quindi in forza. Come se, attraverso quei tatuaggi, Lara aiutasse le donne che si rivolgono a lei a tirare una riga – una riga bellissima, fitta di colori, volti e fiori – su ciò che sono state e a segnare il punto della rinascita. Ogni volta che accade questo miracolo di empatia e di rinascita, il piccolo studio di Lara si riempie di nuova luce e si realizza quello che nonna Ada le diceva sempre, "ci sono volte in cui fare qualcosa per gli altri equivale a farlo per se stessi". Perché le storie di cui si fa custode e interprete Lara, storie di donne coraggiose che non vogliono permettere al male che le ha investite di fermarle, aiutano anche lei a guarire, a sentirsi meno sola e finalmente al sicuro. E a preparare gli occhi e il cuore ai nuovi sogni che verranno.
Questo romanzo ha poco più di 100 pagine e da subito mi ha attratta per questa storia molto umana. Lara è una ragazza giovane di Milano; ha un piccolo negozio dove esercita il suo lavoro come tatuatrice e mentre lavora ascolta... Ascolta chi ha di fronte mentre racconta qualche particolare della propria vita e chiedono a Lara di trasferirlo tatuandolo sul braccio, sul dorso, o altro, sapendo che queste “cicatrici” rimarranno per sempre. 
Saper ascoltare oggi è diventato sempre più difficile, le tecnologie non ci aiutano, siamo sempre di fretta con tanti problemi personali da risolvere, e quando incontriamo un’amica è la stessa che riversa su di noi i propri problemi. Le giornate passano veloci, a volte senza concludere nulla ed avere amiche “vere” è sempre più arduo tranne quando andiamo dal parrucchiere, o dall’estetista, e ci lasciamo trascinare dalle chiacchiere effimere. 

Lara, non ha avuto una vita facile, da piccola ha subito azioni che non dimentica, abbandonata dal padre vive con la madre e un fratello, e spesso si rifugia da nonna Ada. Ed è la nonna che la incoraggia da subito con il disegno vedendo la predisposizione che ha a scuola; è una presenza molto importante nella sua vita e spesso, da grande, ricorda quanto le diceva: Che le persone vanno coltivate come i fiori del suo giardino, in particolare le peonie, parlando con loro, amandole, dando amore.
“Se quelle peonie potessero parlare…ne avrebbero di storie.  Ma solo Lara è capace di sentirle, e adesso rimangono li, impegnate in una conversazione che ancora non è tempo di ascoltare”
Lavorando Lara ha modo di dimenticare, tatuare è tutto per lei e le persone  che entrano nel suo negozio hanno tutti qualcosa da scordare e Lara è con loro per affrontare il dolore, combattendolo senza permettergli di fare altro male. Vogliono un tatuaggio che sia per sempre  e che faccia parte della loro vita. E con pennelli e colori , Lara si adopera per interpretare il volere del cliente entrando nella mente di chi gli sta di fronte, per disegnare e mettere in luce quello che interpreta ascoltando il racconto del soggetto.
“Il dolore va affrontato in tempo, per trasformarlo e non permettergli, in un giorno qualunque, di investirci, non facendoci rialzare”.
Mi ricordo tempo fa di aver letto e recensito La piccola libreria di Venezia, in cui la libraia aveva il dono di consigliare i clienti sulla scelta dei libri, a seconda di chi si trovava di fronte; così anche Lara, che sa dare una giusta impronta al tatuaggio che le viene chiesto, ed è felice quando chiude la porta e vede le persone sorridere.  
Il personaggio di Lara prende, ha una grande forza, anche se alcuni punti del romanzo non mi sono stati molto chiari, tanto che ho dovuto rileggere dei passaggi per capire se avevo tralasciato qualche paragrafo. Avrei voluto anche più chiarimenti sul perché di un suo trasferimento oltre alle ragioni sentimentali.
L’autrice è come se avesse spaccato il  romanzo in due parti; la prima parte fa ben sperare... ed è anche quella che ho preferito, perché Lara è una persona forte che non si perde d'animo; è sempre pronta a combattere perché per lei il suo lavoro è tutto, insieme all'inseparabile Gabri, amico da sempre che non l’abbandona.  
Sì certo, alla fine sono rimasta un po’ attonita, ma comunque è un romanzo leggero che si legge molto velocemente, più che altro proprio per la brevità della trama.

Recensione di

1 commento:

  1. Molto interessante e che sicuramente spinge a mettersi in gioco; ottima recensione, grazie

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