venerdì 17 giugno 2022

Recensione - "Quel che la marea nasconde" di María Oruña

Buongiorno a tutti! Pochi giorni fa è uscito in Itala il primo libro di María Oruña, facente parte della serie investigativa di gialli col tenente Valentina Redondo. Per l'occasione la casa editrice ha organizzato anche un incontro tra l'autrice stessa e i suoi lettori, e come sempre Monica era in prima fila dopo aver letto il libro in anteprima. Di seguito la sua recensione... a quanto pare questo è un libro da leggere assolutamente, sopratutto per gli amanti del genere ;)
Titolo:
 Quel che la marea nasconde
Autore: María Oruña
Genere: Giallo
Pagine: 464
Editore: Ponte alle Grazie
Data di uscita: 14 giugno 2022

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Judith Pombo, facoltosa imprenditrice e presidente del più esclusivo tennis club di Santander, viene ritrovata morta nella cabina della goletta di proprietà del circolo, quando a bordo sta per svolgersi una cena di gala. È stata pugnalata al cuore, ma la cabina era chiusa dall'interno, non c'era nessuno oltre al cadavere e dell'arma del delitto non v'è traccia... Così alla tenente della Guardia Civil Valentina Redondo tocca affrontare il caso più complicato della sua carriera proprio mentre cerca di ricuperare un equilibrio e un senso nella vita privata, segnata da un recente dramma. Lei e la sua variegata squadra si immergeranno nei più torbidi segreti dell'alta società, imparando a conoscere la vittima, donna potente e prepotente, e gli invitati presenti a bordo nella sera fatale: ognuno di loro potrebbe credere, a torto o a ragione, di avere qualcosa da guadagnare dalla morte di Judith.
Ho letteralmente divorato questo libro. Era un bel po’ che non trovavo una storia così coinvolgente, complicata, ermetica. 
Si tratta di un romanzo che affronta varie tematiche che, tutte assieme, conferiscono validità alla trama. Oltre alle storie dei singoli personaggi, si parla del potere e di come, se viene esercitato da una donna, fa sì che questa venga giudicata male rispetto ai suoi colleghi. E ancora la diatriba tra repubblica e monarchia, il tema ecologia e altro ancora con la specifica della neutralità della voce narrante che non si permette mai di esprimere un giudizio. Fin dalle prime righe ho capito che mi sarebbe piaciuto:
“Quando tutti i progetti si infrangono, quando l’amore finisce e comprendi che niente sarà più lo stesso, è allora che ti imbarchi in un solitario viaggio verso l’abisso. È una caduta inarrestabile e silenziosa. Non vuoi nessuno che ti aiuti ad alzarti perché credi di stare meglio nell’oscurità, come se fossi ormai al sicuro nel tuo personale incubo quotidiano.”
Non è uno solo il personaggio del libro che potrebbe riconoscersi in queste parole, per motivi diversi. Anche la protagonista, Valentina Redondo, sta attraversando un periodo molto buio. La sua caratteristica fisica che più viene messa in evidenza è il fatto che ha gli occhi di colore diverso. Con questo l’autrice ha voluto mettere in luce che Valentina, come ognuno di noi, ha due facce: competente sul lavoro e disastrosa nella vita privata. 
Per sopravvivere a qualcosa che ha fatto precipitare la sua vita nel caos, Valentina fa tantissimi allenamenti e si concentra completamente nel lavoro.  Il caso, o forse è meglio dire i casi che si trova ad affrontare, d’altro canto, necessitano davvero di tutto l’impegno che la tenente e la sua squadra possono mettere sul piatto. Nessuno riesce a ipotizzare cosa possa essere successo a bordo della Giralda dove è avvenuto un omicidio inspiegabile. Sarà per un caso fortuito che si troverà il bandolo della matassa. Il confronto con un delitto commesso oltre cent’anni prima (e le informazioni che compaiono nel corso della trama, afferma l’autrice, sono documentate) aprirà un varco nella nebbia che sembra avvolgere le indagini per almeno tre quarti del libro. 
È questo un testo con il quale Maria Oruna ha voluto “omaggiare tutti quei libri che, specialmente nei primi anni del ventesimo secolo, narravano ingegnosi casi di delitti <della camera chiusa>.”

All’inizio di ogni capitolo, infatti, l’autrice ha riportato una citazione tratta, appunto, da questi libri che introduce il modo in cui la storia si andrà evolvendo. Credo sia stato un notevole lavoro di ricerca che ho molto apprezzato per almeno un paio di motivi. In primo luogo mi ha confermato l’idea che per scrivere bene occorre leggere molto e poi mi ha dato molte indicazioni su letture che, sicuramente, troverò altrettanto interessanti. Nel corso di un incontro online organizzato con la Casa Editrice il giorno dopo l'uscita del libro qui in Italia, ho avuto la conferma che l’autrice svolge questo enorme lavoro di ricerca per tutti i suoi libri. Trovo che sia molto bello nei confronti dei lettori questo suo impegno e il rigore che mette nello strutturare le sue storie in modo che ogni argomento si incastri perfettamente con gli altri.

Il libro è scritto ed editato molto bene e questo, assieme alla bellezza della storia rende un testo di oltre quattrocento pagine assolutamente leggero. I personaggi vengono caratterizzati molto bene con continui flashback per inserire narrazioni di eventi del passato. Questi inserti vanno quasi sempre a raccontare la vittima che la voce narrante non si preoccupa di descrivere più di tanto. Inoltre, come riportato in un paragrafo intitolato “Curiosità” alla fine del libro: “Tutti i dati storici e sociali relativi a politica, monarchia, femminismo, scommesse sportive, ecologia, medicina, psicologia…sono reali.” Questa è una cosa che apprezzo moltissimo in quanto non sono particolarmente amante delle storie completamente sganciate dalla realtà.
In primo piano, comunque, è evidenziato il tormento vissuto dalla tenente per qualcosa che le è accaduto e di cui lei ritiene di essere l’unica responsabile. 
Sarà così o no? Riuscirà a ritrovare un equilibrio che all’inizio del libro sembra assolutamente perduto e che la vede racchiusa in un profondo dolore impossibile da elaborare?
Non sarò sicuramente io a dirvelo. Ma quello che posso dirvi è di leggere questo libro senza timore alcuno anche se non siete amanti del genere in quanto vi troverete talmente calati nel personaggio di Valentina da provare le sue emozioni, le sue sensazioni e persino il suo dolore. Ma non solo questo.

Assegno con gioia 5 stelle a “Quel che la marea nasconde”, e mi auguro tradurranno anche gli altri suoi libri sulle indagini di Valentina Redondo.  Questo è il quarto libro della saga e in Spagna ne sta uscendo un quinto. Sono però tutti indipendenti ed autoconclusivi. A tal proposito, l’editor nel corso dell’incontro con l’autrice ha confermato l’intenzione di pubblicare anche gli altri volumi a partire dal primo che si intitola “Puerto Escondido” il prossimo anno. A breve pubblicheranno invece una riedizione de “Il mistero della camera gialla” di Gaston Leroux, uno dei testi cui fa riferimento la Oruna. E mai momento poteva essere più adatto.
Buon lettura e buone vacanze.

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