sabato 25 giugno 2022

Recensione - "Aspettami tra i fiori del caffè" di Silvia Di Natale

Buongiorno a tutti... di seguito la recensione di Mariagrazia che si è cimentata nella lettura di un libro che anch'io avevo iniziato l'estate scorsa credo ma che non sono riuscita a terminare. I fatti storici, e forse proprio come il libro è stato strutturato, mi hanno fatta annoiare a tal punto da interrompere la lettura e poi decidere di non continuarla più... è davvero difficile che lo faccia... ma non mi ha stimolata completamente.  
Titolo:
Aspettami tra i fiori del caffè
Autore: Silvia Di Natale
Genere: Narrativa 
Pagine: 406
Editore: Piemme
Data di uscita: 10 giugno 2014

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Elena è arrivata sulle Ande per il caffè. E per Fernando, colombiano con sangue indigeno nelle vene, presidente di una cooperativa di piccoli contadini produttori di caffè. Ma il caffè implica tante cose, come si accorgerà ben presto. Le sette notti, e gli otto giorni, vissuti a Taramá, sperduta cittadina della cordigliera, saranno però i più drammatici e i più intensi della sua vita. Sin dal primo giorno, Elena scopre infatti la realtà misteriosa che si nasconde dietro quella natura tropicale: i cafetales, dove crescono le preziose piantine, sono minacciati dall'avidità dei cercatori di petrolio. E lo stesso Fernando, al quale la lega una complicità che presto sboccia nella passione, è in pericolo. Per amor suo Elena si butta a capofitto in un'avventura che la porta a scoprire un'altra, più oscura dimensione, sommersa in quella realtà a lei sconosciuta. E un'impresa all'apparenza assurda, ma Fernando le ha insegnato la filosofia dei suoi antenati indigeni: di fronte all'avidità e alla follia che dominano il mondo, non c'è altra soluzione che quella di continuare ad agire come se ci fosse un senso. Come l'ambiguo conquistatore svevo, Mattheus von Holzer, la cui statua domina la piazza di Taramá, salpato per le Americhe in cerca di El Dorado, si trovò ad affrontare ben altre peripezie, così Elena si consegna mani e piedi a un gioco che la coinvolge anche come donna.
Aspettami tra i fiori del caffè è un titolo che fa supporre una buona lettura, una lettura romantica immaginando un incontro tra due persone che si danno appuntamento in un campo di fiori, ma non fiori normali, sono fiori di caffè, fiori bianchi che dopo pochi giorni lasciano il posto a dei piccoli frutti che sembrano ciliegie. Molto bella la copertina dove viene raffigurata una giovane ragazza mora, Elena, la protagonista di questo romanzo in una storia molto particolare. 
Il tutto si svolge a Taranà, sulle Ande, dove Elena arriva per cercare nuove qualità di caffè per la sua famiglia da sempre commercianti di questo “oro puro”. Un aroma che ha accompagnato l’infanzia di Elena con odio e con amore, anche ribellandosi, prima di riconciliarsi con l’odore di questi miracolosi chicchi. 
E’ una terra sconosciuta ed Elena è spaventata, indifesa; è sempre circondata da qualcosa che la inquieta, ma è confortata dal compito importante che suo padre le ha affidato, lasciandola partire con orgoglio. A Taranà incontra Fernando, responsabile della cooperativa che gestisce tutto ciò che riguarda la vendita del caffè.
“Lo amai subito per la sua lingua e per le sue labbra, per le parole che diceva. Non mi passò per la mente che potessero essere retoriche, un addobbo folcloristico per attrarre europei sensibili al fascino dell’oltreoceano…..”
Un amore particolare quello che nasce tra di loro, e l’autrice non entra molto in questo rapporto; sono entrambi molto impegnati, ma trovano il tempo per innamorarsi e quando si incontrano, nel poco tempo a loro disposizione, sono felici, anche se Fernando nasconde il pericolo che corre essendo a capo di questa cooperativa che altri non vorrebbero. Elena impara subito a destreggiarsi in mezzo a queste piantagioni, è come se fosse sempre vissuta in questa terra. Si rende conto che i giorni e le notti a Taranà hanno uno spessore diverso da quello al quale era abituata, forse è l’intensità con la quale vive guardando la natura e soprattutto quando guarda il crepuscolo tropicale.
“Quella di Taramà è stata l’esperienza più ricca e romantica della mia vita, quella che fa di me una donna”.
Anche se la trama sembrerebbe interessante e la storia romantica, ammetto che è stata una lettura difficoltosa, non nascondo di aver perseverato con volontà per arrivare alla conclusione. Difficilmente lascio un romanzo in sospeso, mi sentirei quasi colpevole nei confronti con l’autore, ma per questo libro ho sofferto, perché non mi sono mai sentita molto coinvolta. 
Il personaggio di Elena è fondamentale  dall’inizio alla fine, gira, tratta, scopre e conduce il lettore per mano alla scoperta di nuovi mondi, ma la lettura mi è risultata lenta e spesso mi distraevo facilmente, forse perché quello che mi son trovata davanti non era quello che immaginavo e che la trama stessa mi aveva fatto immaginare, qualcosa di avventuroso forse, e sicuramente più intenso e movimentato.
E' stata una lettura non facile per le sue oltre quattrocento pagine e ho dovuto soffermarmi più volte per ricollegarmi al capitolo precedente… un romanzo non semplice per come è scritto e anche per i rapporti con i personaggi che fanno da contorno.

Recensione di

3 commenti:

  1. Sembra interessante, mi spiace sia andata male questa lettura; grazie per la recensione

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  2. Anch'io pensavo meglio...grazie sei sempre molto attenta

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  3. Mi dispiace davvero che con questo libro sia andata male, a volte capita che libri molto promettenti poi non siano un granché (oppure non sono quello che stavamo cercando). Anche io ultimamente ho letto un libro che ho faticato a finire ed è stata davvero dura non mollarlo a metà!

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