sabato 21 luglio 2018

Recensione "Uomini del Re" di Elizabeth Kingston


Buongiorno!
Che dire... se non caldo caldo e caldo? Vi ho già detto che a me il troppo caldo non piace e che vorrei passare direttamente da Giugno a Settembre? no??? ok ve lo sto dicendo ora. In questo momento mi sento il puffo brontolone.. io ooodio il caldo, io ooodio sudare...
Meglio parlare di libri và, anche se questa volta, purtroppo la storia di cui vi parlerò ha deluso le mie aspettative... non era quello che mi aspettavo, quindi il mio voto è bassino. E' la prima volta che succede e sono molto amareggiata per questo, ma son voluta essere sincera, come è giusto che ci si aspetti da me. Tra l'altro ovviamente tutto è a gusto personale... e questa è la mia opinione.

Titolo: Uomini del Re
Autrice: Elizabeth Kingston
Genere: Storico-Medievale
Serie: Welsh Blades #1
Pagine: 358
Casa Editrice: Quixote Edizioni
Data di pubblicazione:  29 Giugno 2018

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Ebook: € 4,99


La fama di Ranulf Ombrier per la sua abilità con la spada è pari solo alla sua notorietà come assassino prediletto di re Edward I. Le sue azioni gli hanno fatto guadagnare terre, un titolo e una pessima reputazione. Ma inizia a temere per la sua anima e segue la sua coscienza fino alle terre selvagge del Galles.
Gwenllian di Ruardean, da fanciulla, è stata maritata per procura, solo per ritrovarsi vedova prima ancora di incontrare il suo sposo. Ha evitato di fare la vita di una dama, studiando invece le arti della guerra, del combattimento e della guarigione, arte quest’ultima che usa per curare le ferite di Ranulf. Salvare la vita del suo nemico, però, ha delle conseguenze e, ben presto, Gwenllian e Ranulf si  ritrovano coinvolti in pericolosi intrighi, scoprendo anche un sorprendente e intenso desiderio reciproco. Ma  nemmeno l'amore conquistato a fatica può prosperare, quando la lealtà è divisa e venti di ribellione spazzano la terra.
Vorrei premettere che mi sono avvicinata a questo libro per il suo genere, o meglio per la categoria alla quale avrebbe dovuto far parte, mi piace molto il genere medievale in tutte le sue forme.
Purtroppo, però, ho avuto una doccia fredda sin dai primi capitoli. Questo non è uno storico medievale, al massimo lo definirei un New Adult ambientato nel medioevo. 
Il racconto è pressoché del tutto incentrato sulla storia fra Ranulf Ombrier di Morency (il classico bello ma stronzo), mastino di Re Edward e fantastico spadaccino, Gwenllian di Ruardean, donna fuori dal comune per quei tempi, e la “fame” che li accomuna, modo in cui l'autrice definisce il desiderio sessuale fra i due.
Nessun uomo l’aveva mai guardata in quel modo. Nello sconfiggere ogni degno combattente di Ruardean, aveva sempre trovato scontrosità o allegria forzata. Nessun uomo l’aveva mai guardata in faccia quando lei lo aveva battuto, non per giorni. Ma lui la osservava come se lei fosse un mistero che andava risolto. Come se lei avesse un qualche segreto che lo affascinava. Come se lei fosse più che soltanto l’arma che lo aveva sconfitto.
Il racconto è alquanto lineare, e non è un punto a favore! Qualsiasi cosa avvenga è facilmente intuibile già dalle pagine precedenti, qualche colpo di scena, se così possono essere chiamati, vengono preannunciati e facilmente intuiti sin dagli inizi.
Dovrebbe trattarsi di un racconto storico, nel periodo in cui Re Edward I, prima della campagna di Scozia, si confronta con le terre gallesi e le loro genti; invece ci si perde in un racconto troppo spesso lento e tedioso dei due personaggi e della loro voglia o bisogno di far sesso... sì, questo è presente sin dai primi capitoli; questa tensione cresce man mano sino a diventare il fulcro su cui girano le vite dei personaggi e i loro comportamenti.
La donna forte e sicura, istruita nell’arte della guerra e della medicina, si trasforma in una scolaretta insicura e bisognosa di guida. L’uomo autoritario e temuto rischia tutto ciò che ha conquistato, perdendo la sua anima e serenità mentale. Tutto ciò per amore, il che fa già strabuzzare gli occhi, dato il periodo di ambientazione, ma ancora peggio per la “fame” che li lega l’uno all’altra… 
Colse soltanto un barlume della risata nei suoi occhi prima che lui si girasse e andasse via. Lei rimase lì a fissarlo, dimenticando il suo velo, dimenticando l’armatura e persino la gamba che lui aveva ferito. Lui si allontanò lasciandola tra vergogna e sconfitta, derubata della sua vittoria con un bacio.
Sarebbe potuta essere una storia interessante, le premesse ci sono tutte, intrighi, guerre, politica, spie e come contorno, ma solo come contorno, una storia d’amore. Invece nulla viene concretizzato o raccontato, tranne che in minima parte, a causa di questo argomento predominante e opprimente.
Senza contare, appunto, la lentezza di certi capitoli, per poi ritrovarsi scaraventati in avanti all’improvviso, tanto che in diversi casi mi sono ritrovata a tornare indietro nel dubbio di aver saltato qualche pagina o essermi persa qualche dettaglio importante.

Ad aggiungere disagio nella lettura vi sono poi errori di editing e traduzione (penso e spero sinceramente). In alcuni casi fan sorridere, ma aggiunti al genere letterario completamente fuori luogo ed alla lentezza o assenza del racconto, fanno storcere il naso a quello che sarebbe potuto essere... ma non è.
Insomma, non posso consigliare questo libro a coloro che cercano uno storico medievale, perché di questo non vi è praticamente traccia e ne sono rimasta delusa. Di contro, per chi cercasse un romance o un new adult ambientato nel medioevo, allora questo potrebbe essere il libro che fa per voi. 
Siate comunque pronti a girare pagina un paio di volte o a sollevare le sopracciglia in segno di domanda, ma un sorriso ve lo strapperà di certo, di quale genere sta a voi scoprirlo...

Ah... quasi dimenticavo, questo libro fa parte di una dilogia, già pubblicata in inglese ma non in italiano, ma se queste sono le premesse non oso immaginare il seguito. Non credo proprio che ne continuerò la lettura.
Delusa dalla sua mediocrità

9 commenti:

  1. A volte succede, anche continuando a leggere nella speranza che possa succedere qualcosa e invece no....alla prossima ciao

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  2. Certo partire con un'idea e poi scoprire un new adult con solo uno scopo e cioè il sesso, diciamo che uno ci resta male... a saperlo prima si parte con le giuste premesse ;)
    Bellissima recensione!

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  3. Ho visto un po' di recensioni discordanti... sicuramente dipende dalle aspettative che uno ha...bho... in ogni caso me lo segno.

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  4. Eccomi qua, finalmente. Tra caldo spossante, impegni imprevisti e i soliti lavori del weekend sono stata per niente social. Come ti accennavo o iniziato anch'io il libro, ma il mio interesse non decolla - però sono ancora al 20% della lettura: forse ancora poco per farsi un'idea, ma sufficiente per dire che al momento mi sembra abbastanza anonima e lenta. Dalle tue parole pare non migliori, anzi... Lo leggerò a tempo perso, giusto per portarlo a termine. Complimenti per la recensione <3

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  5. Mi permetto di dissentire su tutta la linea e per evitare fraintendimenti confermo anche di essere un'autrice Quixote e lo so che dovrei esulare da dare giudizi, ma onestamente, dopo aver letto la recensione mi sento in dovere di fare chiarezza su alcuni punti. Donne in armi. Per quanto sembra assurdo e per quanto fossero in minoranza perché si sa che le donne dovevano accudire i figli, preparare la cena e aprire solo le gambe per i mariti, udite udite, nel medioevo esistevano le donne guerriere ed è un fatto documentato nella storia. La terminologia esatta era "cavalleria" colei che sposava un "non cavaliere" per apparenza del feudo. All'epoca dei Romani le donne spodestarono una legione intera affrontando uomini a mani nude. Le Amazzoni prendono nome da queste donne. Donne che come Gwenllian difendevano le proprie terre. Si vestivano da uomini (vi ricordo anche la Contessa Matilde di Canossa guidava un intero esercito.) Chi vi ricorda? Non era la stessa Gwellian a guidare i suoi uomini come un uomo? Che difendeva il castello per preservarlo al fratello ancora troppo piccolo per governare il popolo? Non è lei che studiava le erbe guaritrici per fare bene alle persone? E sempre lei che scopre la passione per quel guerriero bello da togliere il fiato? Che riscopre il suo essere "femmina"? No, mi dispiace. Ai tempi delle crociate le donne o lottavano o perivano. Sì è un romanzo storico perché ambientato in un periodo che si va a collocare nel Medioevo. Dove bisognava in qualche modo sopravvivere ai soprusi di un Re viziato e troppo concentrato su se stesso per capire di cosa aveva bisogno il popolo scozzese. Mi dispiace anche l'appunto sulla traduzione e l'editing. Davvero, non so ma probabilmente vi siete dimenticate di capolavori rovinati davvero da una pessima traduzione. No, mi spiace, ma non credo sia un romanzo mediocre. No io credo che sia un romanzo "degno" in tutte le sue parti di essere letto.

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    1. Per la traduzione rettifico, perchè ho saputo che è proprio lo stile dell'autrice e a quanto pare anche in lingua originale ci sono stati dei problemi. Sicuramente il mio giudizio è stato deviato dalla delusione del genere, non lo metto in dubbio.

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  6. Ciao, e io che speravo in una storia medievale.. a questo punto se queste sono le premesse, non so se aggiungerlo alla lista (che sta diventando un po' troppo lunga...) o lasciar perdere...

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