mercoledì 13 novembre 2024

Recensione - "Il robot selvaggio" di Peter Brown

Titolo:
 Il robot selvaggio
Autore: Peter Brown
Genere: Libro per ragazzi
Pagine: 288
Editore: Salani Editore
Data di uscita: 24 settembre 2024

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Quando Roz apre gli occhi per la prima volta, scopre che è sola su un’isola remota e selvaggia. Perché è lì? Da dove è venuta? E, cosa più importante, come sopravvivrà in quell’ambiente difficile? Rozzum unità 7134 è un robot femmina programmata per sopravvivere in qualsiasi condizione. Un giorno si sveglia su un’isola dopo il naufragio della nave su cui viaggiava. Con estrema fatica e determinazione, Roz impara il linguaggio degli animali, si costruisce una casa e adotta un’ochetta rimasta orfana con cui instaurerà un profondissimo legame. Ma, in un mondo lontano governato dalla tecnologia qualcuno la sta cercando, e non è disposto ad arrendersi senza combattere… Un libro illustrato, una storia profonda, tenera e travolgente sull’accettazione del diverso che dimostra come, ove esista rispetto e amore, sia possibile coesistere in armonia quando le differenze si trasformano in nuove possibilità. Età di lettura: da 9 anni.

lunedì 11 novembre 2024

Recensione - "Acciuffamostri. Lo spettro di Villa Lugubre" di Alessandro Ricci

Titolo:
Lo spettro di Villa Lugubre
Autore: Alessandro Ricci
Serie: Gli Acciuffamostri #1
Genere: Libro per bambini
Pagine: 112
Editore: Giunti
Data di uscita: 9 Ottobre 2024

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Luna e Benjamin sono gli Aciuffamostri, una buffa banda di acchiappafantasmi! Luna ha 8 anni e vive nell'orfanotrofio di un piccolo paese chiamato Stranevie. Non è una ragazzina comune: è curiosa, coraggiosa, empatica e ha una grande passione per tutto quello che riguarda ville abbandonate, cimiteri e mostri di ogni genere. Durante una delle sue fughe notturne a Villa Lugubre, la spettrale casa in cima alla collina, incontra il fantasma Benjamin. Luna ha un'idea geniale: perché non creare una banda di Acciuffamostri e dare la caccia ai fantasmi? In fondo c'è qualcosa che aleggia su Stranevie ed è arrivato il momento di scoprire cos'è! Età di lettura: da 7 anni.

lunedì 4 novembre 2024

Recensione - "La casa sulla scogliera" di Riley Sager

Titolo:
 La casa sulla scogliera
Autore: Riley Sager
Genere: Thriller
Pagine: 384
Editore: TimeCrime Fanucci
Data di uscita: 20 settembre 2024

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Gli omicidi della famiglia Hope sconvolsero la costa del Maine in una notte del 1929. Sebbene la maggior parte delle persone ritenesse responsabile la diciassettenne Lenora Hope, la polizia non è mai riuscita a dimostrarlo. A parte la sua smentita dopo gli omicidi, non ne ha mai più parlato pubblicamente, né è mai più uscita da Hope’s End, la casa sulla scogliera dove avvenne il massacro. È il 1983 e l’assistente domiciliare Kit McDeere arriva alla villa per occuparsi di Lenora, sulla settantina e costretta su una sedia a rotelle. Negli anni, è diventata muta in seguito a una serie di ictus e può comunicare solo attraverso una vecchia macchina da scrivere. Una notte, le fa una proposta: raccontarle ciò che è successo veramente. Mentre Kit l’aiuta a scrivere gli eventi che hanno portato al massacro della sua famiglia, diventa chiaro che c’è molto di più di quanto si sia mai scoperto. Quando vengono alla luce nuovi dettagli sulla precedente infermiera, Kit inizia a sospettare che Lenora non stia dicendo tutta la verità e che la donna, apparentemente innocua, possa essere molto più pericolosa di quanto pensasse.

mercoledì 23 ottobre 2024

Recensione - "Un pugno in più" di Luciano Ballerini

Titolo:
Un pugno in più
Autore: Luciano Ballerini
Genere: Giallo
Pagine: 287
Editore: Gilgamesh Edizioni
Data di uscita: 4 settembre 2024

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Bologna, 2018, è quasi Natale.
Biagio, trentadue anni portati senza troppo entusiasmo, lavora come cassiere in un supermercato nella città in cui è nato, tra poche certezze e vari micro fallimenti.
Ha un fratello detenuto in prigione, e un nipote, Tito, che ama alla follia e che cerca di proteggere anche quando non ce ne sarebbe bisogno.
Rimane vittima di una grottesca rapina mentre lavora: viene preso a pugni in faccia da un malvivente con un casco integrale in testa, che, però, forse perché preso dal panico, scappa senza rubare nemmeno un centesimo dalla cassa.
Dopo la rapina, una rapida serie di eventi, apparentemente isolati, trascina Biagio nel mirino dell’Ispettore di Polizia Attilio Prota, “Mascella di Ferro”, il quale ritiene, dato che non è stato sottratto nemmeno un euro dalle casse, che il ragazzo fosse il vero obiettivo dei criminali e che stia quindi celando un segreto, forse collegato alle malefatte di suo fratello.
Con l’ombra del sospetto a gravare su di lui, Biagio troverà un paio di improbabili alleati che cercheranno di aiutarlo a fare luce sulla faccenda.
L’Ispettore Prota sta vaneggiando, oppure Biagio è finito, senza rendersene conto, in un gioco più grande di lui?
È proprio quello che dovrà scoprire, rischiando la pelle e non solo la sua.

lunedì 21 ottobre 2024

Recensione - "Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher" di Alice Guerra

Titolo:
Dieci cose che ho imparato da Jessica Fletcher
Autore: Alice Guerra
Genere: Narrativa
Pagine: 288
Editore: Rizzoli
Data di uscita: 30 aprile 2024

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“Chissà se anche Luigino ha iniziato a pensarla come me e per questo ha cominciato a mettersi le camicie con le angurie. Era demenza senile oppure aveva semplicemente iniziato a volersi bene?” Luigino, novantenne di Mestre che vive in compagnia delle sue galline, una mattina sparisce senza lasciare traccia. Un riluttante commissario siciliano, che odia il Veneto e sogna il trasferimento, sarà costretto a farsi carico delle indagini, ma la vera investigatrice – caparbia e inarrestabile come la sua mentore Jessica Fletcher – sarà Alice: una ragazza che si autoproclama “l’influencer di Mestre” e che non smette di ficcare il naso al bar, alle poste, al gingerino pomeridiano delle amiche della zia e, soprattutto, all’interno della stessa casa di Luigino. Guidata dai principi e dagli insegnamenti della sua adoratissima Signora in giallo – tra cui: “Anche la tua amica può essere un’assassina”, “Se qualcosa non torna, è meglio ficcare il naso” e “Chi ha bisogno di dimostrare il proprio valore non vale poi molto” – della quale non perde una puntata, Alice inizia a scoprire qualcosa di più sulla vita e sul mondo di Luigino, che sotto molti aspetti sono simili ai suoi. Tra colazioni al bar per carpire informazioni ai vecioti di Mestre, goffi pedinamenti e scelte coraggiose (sul filo della legalità), Alice ci racconta anche un po’ di sé: del disturbo d’ansia generalizzata di cui soffre, di come ha fatto in qualche modo i conti con questa realtà, di anni trascorsi a rincorrere le cose sbagliate e delle sue relazioni amorose disfunzionali. Una storia appassionante, ironica e potenzialmente verissima, che ci invita a ricordare che “non è mai troppo tardi per fare ciò che ci rende felici, nemmeno se abbiamo novant’anni e siamo più di là che di qua”.

mercoledì 16 ottobre 2024

Recensione - "Viola e il blu" di Matteo Bussola

Titolo:
Viola e il blu
Autore: Matteo Bussola
Genere: LGBT, Narrativa
Pagine: 256
Editore: Salani Editore
Data di uscita: 10 maggio 2024

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Questa è la storia di Viola, una bambina che gioca a calcio, sfreccia in monopattino e ama vestirsi di Blu. Viola i colori li scrive tutti con la maiuscola, perché per lei sono proprio come le persone: ciascuno è unico. Ma non tutti sono d'accordo con lei, specialmente gli adulti. Tanti pensano che esistano cose 'da maschi' e cose 'da femmine', ma Viola questo fatto non l'ha mai capito bene. Così un giorno decide di chiedere al suo papà, che di lavoro fa il pittore e di colori se ne intende. È maggio, un venerdì pomeriggio, il cielo è azzurrissimo e macchiato di nuvole bianche, il papà è in giardino che cura le genziane. Le genziane hanno un nome da femmine, eppure fanno i fiori Blu. Però ai fiori, per fortuna, nessuno dice niente. Non è come con le persone, pensa Viola. Un fiore va bene a tutti così com'è... In questa storia, ispirata dalle conversazioni con le sue figlie, Matteo Bussola indaga gli stereotipi di genere attraverso gli occhi di Viola, una bambina che sa già molto bene chi è e cosa vuole diventare. Un racconto per tutti, che celebra la forza della diversità e l'importanza di crescere nella bellezza e nel rispetto delle sfaccettature che la vita ci propone. Una storia dedicata a tutti quelli che vogliono dipingere la propria vita con i colori che preferiscono. Età di lettura: da 7-15 anni.

lunedì 14 ottobre 2024

Recensione - "Mordere il cielo. Dove sono finite le nostre emozioni" di Paolo Crepet

Titolo:
Mordere il cielo. Dove sono finite le nostre emozioni
Autore: Paolo Crepet
Genere: Saggio
Pagine: 300
Editore: Mondadori
Data di uscita: 25 giugno 2024

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Dove sono finite oggi le nostre emozioni? Chiederselo non è un esercizio retorico, ma un interrogativo necessario. Viviamo in un mondo nel quale guerre, migrazioni epocali e nuove emergenze contribuiscono a creare un senso di precarietà, spingendoci a credere che le uniche modalità plausibili per sopravvivere siano la negazione e la paura. Solo che la prima ci condanna all'indifferenza, la seconda ci paralizza. In entrambi i casi, finiamo per relegarci in una solitudine che accomuna giovani e adulti, vecchi e bambini. Siamo all'età dell'atarassia, dell'insensibilità? Il rischio c'è, ed è sempre più concreto. Ai nostri giovani insegniamo a rimandare il momento di fare i conti con la vita vera. Li condanniamo a crescere fragili e spaesati. Rivendichiamo una scuola senza voti, riscriviamo per loro fiabe in nome del «politicamente corretto», privandoli della possibilità di far maturare le loro emozioni. Perché le nostre emozioni vanno allenate ogni giorno, ma, per crescerle e allevarle, occorre saperle sfidare, non negarle né rinunciarci. Preferiamo invece colmare quel vuoto emotivo con il cinismo e affidarci ciecamente ai nuovi prodotti dell'intelligenza artificiale, che minacciano di depotenziare le nostre capacità fisiche, cognitive ed emotive, la nostra meravigliosa imprevedibilità. La maggior parte di noi non è consapevole di questa diffusa anestesia dell'anima, ciascuno si limita a godere dei privilegi e del benessere materiale rinchiuso nel proprio bozzolo. Ignorando che in questo modo l'umanità intera rischia di imbarbarire. Ma, per chi lo volesse cercare, l'antidoto c'è. È l'empatia. Condividendo ricordi personali, incontri e riflessioni, Paolo Crepet ci esorta con passione a ribellarci all'indifferenza, a non aver paura delle nostre idee e neppure dei nostri inciampi. Ci invita a riappropriarci con audacia, quasi con sfrontatezza, delle nostre emozioni per tornare finalmente a «mordere il cielo».