La giustizia lo assolve.
Il passato no, non gli restituisce i giorni sottratti né scioglie i silenzi che prima lo hanno protetto e poi condannato. Quei silenzi hanno alimentato l’esigenza di una verità diversa da quella data in pasto alla giustizia per salvare la famiglia.
Chi prova a raccontare quella storia può riaprire una ferita, e c’è chi è disposto a tutto pur di impedirlo. Tra un Sud di pietra e un Nord che non consola, trovano spazio vecchie ombre e domande necessarie: l’ira si accende e il buio avanza nelle coscienze.
La resa dei conti, allora, non è solo con il passato ma, anche, con ciò che ognuno è diventato. Perché la vendetta può chiudere una storia senza restituire nulla; la propria verità, invece, la riapre. Anche quando rischia di trasformarsi in ossessione.
Quando uscì “La giostra dei pellicani” ne rimasi letteralmente folgorata. Finalmente un libro, un romanzo, che, partendo da un fatto storico e raccontandone gli effetti sulla vita di una famiglia del sud, mi faceva capire come la mafia abbia potuto condizionare la vita di tante persone.
Prima condannavo l’omertà dall’alto del mio essere vissuta in un paesino di campagna del nord lontano, o per lo meno abbastanza lontano, da certe dinamiche, ma dopo aver letto quel libro il mio punto di vista è davvero cambiato tanto.
Quando è uscito questo nuovo volume di Berretti ero molto curiosa. L’ho letto avidamente e poi mi sono fermata.
Ho dovuto pensarci perché, naturalmente, quando si hanno aspettative altissime nulla sembra all’altezza. Ma, il mio trucco è far decantare il pensiero… tornare a rileggere alcuni brani e ragionarci. Il libro è scritto bene come il primo la differenza è che il protagonista non è più la “cultura mafiosa” e l’ambiente che ne deriva. In questo caso il protagonista è Duccio e il romanzo “Il buio dall’ira” è un romanzo che non vuole spiegare un contesto ma raccontare cosa è successo nella vita di questo uomo. Comprendere questo è il passo che dovevo compiere per apprezzare pienamente questo racconto.
Ci sono tre parole chiave che segnano il percorso della storia:
Apparenza
Verità
Vendetta.
Inoltre l’autore apre dei flash su quello che alcuni personaggi pensano del ruolo del padre, che sia il loro ruolo o quello del loro genitore.
Berretti è stato molto bravo, ancora una volta, a inserire spunti di riflessioni su queste tematiche nel racconto della vita di Duccio Nucella, che ha trascorso mezzo secolo in prigione da innocente per proteggere la sua famiglia.
Una famiglia per proteggere la quale, racconta il nostro protagonista, il padre li aveva costretti a vivere come “animali: braccati e cacati sotto”.
I fratelli sono cresciuti mangiando pane e paura e forse proprio per quello hanno compiuto determinate scelte che nulla di buono hanno portato alle loro vite.
Ho trovato molto interessanti le riflessioni dei vari personaggi sulle proprie vite e sull’influenza ricevuta e trasmessa. Alcuni hanno conquistato e poi deluso le mie aspettative di lettrice e altri, al contrario mi hanno deluso e poi saputo riconquistare con le loro prese di posizione. Al centro di tutto però rimane lui, Duccio, che davvero diventa il fratello di chiunque legga questo libro. La sua voglia di comprendere cosa stava dietro a certi comportamenti, il suo andare a ritrovare persone che in un passato davvero lontano aveva conosciuto ed esserne accolto bene per il bel ricordo che aveva lasciato in loro e anche, o forse soprattutto, perché loro sapevano e volevano in qualche modo ricompensarlo di quanto aveva perso.
Molto ricco il legame che si crea con il sostituto procuratore Nisso, a sua volta legato indissolubilmente alla vicenda che ha rovinato la vita di Duccio. L’aiuto di Nisso sarà davvero importante e significativo per il nostro protagonista.
Una particolarità di estrema e assoluta fantasia di questo romanzo è il racconto dell’Ondazzerì. Un fenomeno in virtù del quale recandosi in riva al mare ognuno sente le onde pronunciare una vocale, che non è mai la stessa. I fratelli Nucella sono molto legati dal ricordo di quando si ritrovavano assieme ad ascoltare la voce del mare e il racconto che ne fa l’autore è talmente verosimile da far credere a chi legge che si tratti di un fenomeno vero. E molto, molto bello.
Insomma anche questo libro di Berretti mi ha conquistata sia per la storia raccontata sia per tutti gli innesti riflessivi che mi appassionano sempre moltissimo.
Assegno cinque belle stelle e ve ne consiglio caldamente la lettura.




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