Un ragazzo in bici, una gattina di strada, un'amicizia che cambia la vita. Dean Nicholson non sapeva che direzione dare esattamente alla sua vita. Compiuti 30 anni, aveva solo una certezza: il desiderio di uscire dal suo piccolo angolo di mondo, in Scozia, e allargare i suoi orizzonti - in bicicletta. Dopo tre mesi, quel viaggio non poteva però definirsi epico: troppi contrattempi, troppe false partenze. Finché un giorno, su una strada deserta nelle montagne della Bosnia, si è imbattuto in una gattina abbandonata. Qualcosa in quei penetranti occhi verdi e in quel miagolio insistente lo ha convinto che non poteva lasciarla lì, ad affrontare la fame, la neve imminente e i rischi della strada, e così Dean ha deciso di portarla con sé, nascondendola in una delle sacche della bici per passare la frontiera. Ma Nala - questo il nome scelto per lei - non aveva intenzione di perdersi lo spettacolo del mondo: ben presto è uscita da quel rifugio e gli è salita in spalla. Ed è così che Dean e Nala hanno preso a viaggiare insieme: inseparabili, uniti dallo stesso carattere curioso, indipendente e tenace e dallo stesso amore per l'avventura. Questa è la storia del viaggio che ha cambiato la vita a entrambi, tra ostacoli da superare, cuccioli feriti salvati lungo la strada, inattesi atti di gentilezza da parte di perfetti sconosciuti. Ma è soprattutto la storia della loro straordinaria amicizia, che ha conquistato il cuore di migliaia di persone in tutto il mondo.
La storia è strutturata come una sorta di diario di viaggio, piuttosto essenziale, che racconta le varie tappe del percorso. Dean aveva anche aperto una pagina Instagram e ho adorato poter seguire le sue avventure non solo attraverso il libro, ma anche tramite le fotografie che, man mano, pubblicava.
Il suo incontro con Nala sembra quasi essere stato dettato dal destino. E quella gattina ha reso la sua vita ancora più reale e dinamica. Perché diciamocelo con un gatto non ci si annoia di certo… figuriamoci in bicicletta e in giro per il pianeta!
Ammetto di aver provato anche un pizzico di sana invidia. Un'esperienza del genere, probabilmente, non riuscirei mai a farla. Da donna, soprattutto pensando al dormire da sola in tenda e in luoghi non sempre raccomandabili, la trovo un'avventura decisamente poco rassicurante. Ma non sono qui per aprire il capitolo delle disparità. Non è questo il momento.
Dean è uno scozzese alto, corpulento e, soprattutto, uno spirito libero. Ha lasciato il lavoro perché non sopportava più le restrizioni e ha deciso di dedicarsi a una vita fatta di avventure. Peccato che il COVID abbia interrotto il suo viaggio… o almeno così termina quello raccontato nel libro. A quanto ho scoperto cercando qualche informazione in rete, dopo il lockdown Dean ha ripreso a pedalare, continuando a girare per l'Europa.
In sintesi, quello che era iniziato come un semplice viaggio e come un'esperienza di vita si è trasformato in qualcosa di più: un'occasione per sensibilizzare le persone su tanti piccoli e grandi problemi che spesso rimangono invisibili.
La sua storia mi ha fatto scoprire cosa significhi davvero viaggiare con un animale, dalle difficoltà burocratiche legate ai passaggi di frontiera alle tante avventure e disavventure che possono capitare lungo il percorso.
Pioggia, neve, vento, caldo, afa, sole cocente… Sono tutti aspetti che forse non si valutano fino in fondo quando si viaggia in auto o comunque con un mezzo che ti permette di avere un tetto sopra la testa.
Questo libro è stato davvero una bella scoperta. È scritto bene, è piacevole da leggere e le avventure di Dean e Nala mi hanno conquistata poco alla volta.
E devo ammettere che, arrivata alla fine, mi è dispiaciuto salutarli.
Chissà… magari un giorno arriverà un seguito? Io lo leggerei volentieri.



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