giovedì 15 luglio 2021

Recensione "L'ultima vita" di Mohlin & Nystrom

Ciao a tutti... Siamo a metà luglio, oggi oltretutto è festa per festeggiare la nostra Santa patrona, un giorno in più per far festa e oziare. Domani ho la seconda dose del vaccino, ma sono tranquilla, ormai so che il mio corpo lo ha tollerato quindi non ho alcun timore. In questi caldi giorni Mariagrazia ha letto l'ultimo thriller della HarperCollins ma ahimè non le ha suscitato abbastanza ansia... a lei piacciono le storie belle forti!
Titolo:
L'ultima vita
Autore: Mohlin & Nystrom
Genere: Thriller
Pagine: 512
Editore: HarperCollins
Data di uscita: 1 luglio 2021

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2019. L'agente infiltrato dell'FBI John Adderley si sveglia in un letto d'ospedale, piegato dal dolore. Dopo aver scoperto la sua vera identità, il capo del cartello nigeriano di Baltimora ha cercato di ucciderlo. Il terrore lo invade quando nota che nel letto a fianco, distante solo un braccio, si trova l'uomo che poche ore prima gli ha puntato una pistola alla testa... 
2009. Karlstad, una tranquilla cittadina della Svezia, viene scossa dalla scomparsa della giovane Emelie Bjurwall, ereditiera di una ricchissima famiglia locale. Dopo giorni d'indagini, la polizia accusa di omicidio un ragazzo che vive nei sobborghi. Tuttavia il corpo della ragazza non viene mai trovato e il presunto delitto rimane irrisolto. Una volta dimesso dall'ospedale, John deve abbandonare la sua vita e cancellare ogni traccia di se stesso il prima possibile. La sua vita è appesa a un filo. Avvisato della riapertura del cold case Bjurwall, John chiede di farsi trasferire nel corpo di polizia investigativa di Karlstad attraverso il programma di protezione testimoni. In Svezia ha trascorso l'infanzia insieme alla madre, e a guidare il suo interesse per la scomparsa di Emelie c'è un inconfessabile motivo personale. Dovrebbe mantenere un basso profilo e non farsi notare, ma più si avvicina alla soluzione, più l'ombra del cartello si ingigantisce.
Quando si legge un libro è inevitabile avere spunti di riflessione. La cronaca ci porta spesso a conoscenza ogni giorno di ragazzi e ragazze scomparsi. Alcuni dopo una bravata ritornano a casa anche per effetto delle forze dell’ordine, altri no… mettendo i propri genitori in ansia. Le ore di attesa sono logoranti, aspettando una chiamata positiva. Non sempre le cose finiscono bene…. L’angoscia diventa  snervante, ogni ora che passa si pensa al peggio e in quei momenti si ricordano tanti momenti belli passati con loro. 

Questo romanzo si svolge a Karlstand, vicina a Stoccolma in Svezia.  Siamo nel 2009 e la cittadina viene scossa per la scomparsa di Emelie Bjurwall, ereditiera di una ricca famiglia del luogo, durante una festa. La polizia raccoglie tutti gli indizi possibili, si suppone un omicidio, ma il corpo non verrà trovato e il caso resta irrisolto. Si cerca di fare un quadro esatto dei  movimenti della ragazza durante l'ultima serata, ma nessuno è in grado di riferire chi ha incontrato Emelie quella notte.

Andiamo avanti nel presente, è il 2019 e John Adderley, agente infiltrato nel cartello della droga nigeriana e nella criminalità organizzata di Baltimora, riceve la protezione dell’FBI e ritorna in Svezia, dove è nato col nome di Fredrick Adamsson. John collabora con la polizia locale sui casi irrisolti, con un interesse in più per il caso di Emelie e insieme a Mona Ejdenik, lavora a stretto contatto per avere informazioni più dettagliate. Si sospetta che forse qualcuno all'interno della polizia stessa abbia cancellato qualche prova.
Anche l’immagine di Emelie si trasforma in qualcosa di  impenetrabile; ha sofferto all'interno della sua stessa famiglia che non si è mai preoccupata di comprenderla.
Nel frattempo i demoni del passato di John non lo lasciano tranquillo, scopre infatti che i nigeriani sono sulle sue tracce e deve capire come fare... 
“John senti l’immagine di Emelie trasformarsi in qualcosa di decisamente più cupo e distruttivo. Sembrava aver sofferto molto di più e per molto più tempo di quanto le persone vicino a lei avessero capito o fossero disposte a riconoscere”.
Prima di questo avevo letto un altro thriller battezzato da me "soft". Purtroppo anche qui la storia non mi ha di molto incentivato la lettura... niente adrenalina, cosa per me di fondamentale importanza in un thriller! Sono arrivata alla fine senza sussulti e ad una conclusione quasi scontata. E' anche vero che non mancano i colpi di scena, ma il tutto è molto accomodante. Tutto quello che succede, ossia inizialmente nel 2009 per poi passare all'indagine nel 2019, è molto chiaro e mette in luce tutti gli avvenimenti grazie ai protagonisti. Ottimo interprete di questo romanzo è John, sia nella prima parte a Baltimora, sia quando torna in Svezia; anche i genitori di Emelie hanno una parte molto importante, hanno una storia nella storia a discapito della figlia. 
Comunque è un buon romanzo, scritto molto bene da questi autori, ma sinceramente avrei voluto essere coinvolta maggiormente nel thriller di questa storia. In ogni caso lo consiglio proprio per  la naturalezza dello stile di scrittura.

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1 commento:

  1. Intrigante e pieno di colpi di scena mi sa! Ottima recensione, grazie

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