Editore: Burno
Data di uscita: 28 novembre 2025
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«Quando sono venuta a sapere dei crimini commessi su Gisèle
Pelicot, mi sono resa conto che in quei fatti si condensavano tutte le
questioni filosofiche che mi appartengono da sempre. In un primo momento, ero
indecisa se andare in tribunale, poi mi sono arresa all’evidenza: come filosofa
e come donna dovevo assolutamente scrivere di quel caso, del dibattimento,
dell’esperienza vissuta lì. Ma anche tentare di rispondere a una domanda che mi
ossessiona: è possibile vivere con gli uomini?» Per tre mesi Manon Garcia ha
seguito le udienze del processo Pélicot. Cinquanta uomini sono stati accusati
di avere ripetutamente violentato una donna con la complicità di suo marito. Le
età, le storie, i profili così diversi degli imputati spalancano ancora una
volta il tema della banalità del male. Assistendo all’inimmaginabile, la filosofa
francese utilizza i fatti, le testimonianze e la copertura mediatica del caso
per districare i nodi che ne emergono. Uno su tutti: stabilire se chiunque,
avendone l’occasione, stuprerebbe una donna addormentata.
Un legal thriller ambientato in Italia, tra giustizia, mafia e potere deviato. Nel secondo volume della Serie Degli Esclusi, Salvatore Savasta costruisce un intreccio teso e credibile, dove la verità processuale diventa terreno di scontro tra Stato, media e memoria privata. Un testimone scomodo, un’indagine che riapre vecchie ferite e il rischio costante che la legge venga piegata ai giochi di potere.
Cosa fare quando il peso della vita diventa insostenibile, tanto da spingere a pensare che sarebbe meglio porre fine alla propria esistenza piuttosto che continuare a soffocare nel malessere e nell'incertezza? È questa la domanda che si pone Luca, il protagonista del romanzo, quando si risveglia su una barella in una sala di rianimazione, dopo aver tentato il suicidio. Da questo momento inizia per lui un percorso doloroso, ma anche di profonda trasformazione. Grazie al costante dialogo con il suo saggio alter-ego, all’incontro con una serie di persone che cambieranno la traiettoria della sua vita, al confronto-scontro con i genitori e alle sedute di psicoterapia, Luca intraprende un viaggio interiore che lo condurrà alla riscoperta di sé stesso e del suo equilibrio. Con uno stile che ricorda il realismo isterico dei grandi narratori postmoderni, Sara Colombo utilizza la scrittura come una lama capace di squarciare il buio della depressione e di guidarci nelle tenebre. L’autrice mescola il proprio vissuto alla finzione letteraria con acume, intelligenza e un profondo amore per le parole e per la musica, dando vita a una storia che esplora senza paura la sofferenza mentale e rivelando un talento narrativo di grande forza e sincerità.
Il cervello dei più piccoli è un universo in fermento, capace di trasformare ogni stimolo in un'opportunità di crescita. Avete mai notato come uno sguardo o un gesto gentile possano lasciare un'impronta indelebile? Il potere che ha un abbraccio? E cosa accade quando togliamo lo smartphone ai nostri figli? Il cervello non è un semplice organo ma un sistema dinamico, in grado di adattarsi in modi che superano la nostra immaginazione. Pierluigi Brustenghi ci accompagna in un percorso affascinante in cui ogni tocco e ogni parola diventano un'occasione per apprendere qualcosa di nuovo. Dalla formazione del cervello durante la gravidanza ai primi, inaspettati momenti di comunicazione del neonato, dalle sfide (e meraviglie) dell'infanzia fino al giorno in cui il bambino si trasforma in adolescente, ci illustra il modo in cui le esperienze quotidiane tracciano il cammino del neurosviluppo e come, fin dai primissimi istanti di vita, le interazioni con gli altri costituiscano dei mattoncini fondamentali. Il cervello dei bambini si rivela così un laboratorio in cui il gioco, il linguaggio e persino l'interazione con la tecnologia creano connessioni uniche. Con esempi e consigli per genitori, nonni e insegnanti, l'autore ci invita a riconoscere che ogni attimo può essere il punto di partenza per lo sviluppo di nuove capacità, perché crescere non è solo una questione di tempo, ma di scoperte continue. Ci spiega perché non abbiamo ricordi prima dei tre anni, quanto sia prezioso il gioco, quali alimenti non far mancare sulla tavola di una futura mamma, come il cervello fatichi a imparare in presenza dei disturbi specifici dell'apprendimento, l'importanza del ritmo sonno-veglia e molto altro ancora. Un viaggio nel mistero della mente per rivelare come anche la più semplice esperienza possa diventare il trampolino di lancio verso un futuro ricco di possibilità.
Per la prima volta una delle nuove voci più interessanti della narrativa italiana racconta di sé e del proprio rapporto con il sacro. Paolo Malaguti, affermato narratore del NordEst, condivide con il lettore la propria educazione in una famiglia cattolica “vecchio stile” attraverso continui richiami a una tradizione contadina secolare in cui la fede si confondeva con la quotidianità. Con ironia, partecipazione e uno sguardo sereno alla semplicità di un mondo passato, Malaguti offre confidenze di sé che diventano una dichiarazione di amore per un certo senso del vivere. Prefazione di Andrea Monda.
Nola non vede l'ora di tornare a Pandorient, il mondo nascosto nel carillon appartenuto a sua madre che ha ricevuto come regalo di compleanno. Ha voglia di ritrovare i suoi amici Andrea e Igor, e anche di conoscere meglio le avventure che la sua defunta madre ha vissuto lì quando aveva la sua età. Quando finalmente si ritrova di nuovo a Pandorient, scopre di essere nel bel mezzo di una festa nazionale, la sfilata del re Ettore I. Per passare inosservata in mezzo alla folla, Anton, un merlinese (stregone) in grado di fare grandi prodigi, gli lascia usare la polvere mimetica, che anni prima aveva creato proprio per la madre della ragazzina. Nola fa presto la conoscenza del giovane figlio di Anton, Cyprien, colto in flagrante mentre cerca di rubare alcune erbe magiche del padre. Il bambino è in realtà vittima di un ricatto di alcuni malintenzionati che forse stanno macchinando qualcosa di grave. Carbone e Gijé ci riportano ancora una volta in un mondo colorato e fiabesco dove però si riconoscono dinamiche e problemi molto simili a quelli reali, con la ferma volontà di raccontare senza edulcorare. Per questo motivo "Il carillon" è una serie che riesce a incantare ma anche a stimolare riflessioni e domande. Età di lettura: da 10 anni.
Viviamo tempi rivoluzionari. Ovunque si guardi, si riscontrano mutamenti radicali e forse irreversibili. L’assetto internazionale degli ultimi trent’anni si è dissolto e nuovi protagonisti – in particolare la Cina e la Russia – si sono affacciati sulla scena geopolitica minacciandone gli equilibri e la stabilità in nome di un diverso ordine mondiale. All’interno delle nazioni, i populismi sembrano minare il progetto liberale e le fondamenta stesse della democrazia. Sul piano economico, alcuni effetti deleteri della globalizzazione hanno messo in discussione il generale consenso attorno al libero mercato, mentre la rivoluzione digitale, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, sta delineando scenari sconosciuti e inquietanti. Dopo decenni di apertura, cooperazione e integrazione, il risorgere dei nazionalismi e l’antagonismo tra le grandi potenze, nonché il conflitto esistenziale tra paesi democratici e autocrazie, lasciano presagire un futuro denso di incognite. Nonostante l’ampiezza e la simultaneità di queste trasformazioni, la nostra non è certo la prima epoca rivoluzionaria della storia. Altre rivoluzioni, in passato, hanno travolto società e istituzioni, ordinamenti politici e sistemi economici: quella liberale dei Paesi Bassi del XVII secolo, che ha creato la politica così come oggi la conosciamo, la Rivoluzione francese, con i suoi ideali di libertà, uguaglianza e fraternità, ma anche con la sua eredità di sangue, la rivoluzione industriale, che ha plasmato il mondo in cui viviamo. Secondo l’analista politico Fareed Zakaria – per «Foreign Policy» uno dei «dieci pensatori globali» più importanti dell’ultimo decennio – queste rivoluzioni sono rilevanti perché possono aiutarci a capire i cambiamenti in atto. Infatti, se a ogni progresso corrisponde una battuta d’arresto, se a ogni azione segue una reazione, oggi il rischio più grande che possiamo correre è quello di vedere compromessa l’idea di libertà che da almeno quattro secoli rappresenta il cuore dell’Occidente. Affrontare l’era delle rivoluzioni impedendo che le lancette della democrazia tornino indietro è la sfida che ci attende.
A Porto delle Sirene, il mare non porta solo pesci e turisti: a volte riconsegna segreti che nessuno vorrebbe vedere riaffiorare.
Durante la Festa del Mare e dei Libri, l'imprenditore Tommaso Rinaldi viene ritrovato impiccato sulla sua barca. Un suicidio, dicono i più. Ma Marta Lodi, libraia dal sarcasmo affilato e con una cicatrice che non ha mai smesso di tirare, nota subito qualcosa che non torna: il nodo è sbagliato, fatto con la mano sinistra.
Rinaldi, marinaio esperto e destrorso, non avrebbe mai commesso un errore tanto grossolano.
Così Marta si ritrova, suo malgrado, coinvolta nelle indagini del maresciallo Ricciardi, tra falsi indizi, pettegolezzi di paese e un biglietto di addio che cita Buzzati. In un borgo dove tutti sanno tutto e nessuno dice niente, distinguere la verità dalle chiacchiere diventa un'impresa più pericolosa di quanto Marta avesse immaginato.
Con l'aiuto della giovane assistente Giulia e della vulcanica zia Carmela, la libraia più scorbutica e brillante della costa dovrà decifrare il mistero nascosto dietro un nodo imperfetto, scoprendo che i libri a volte insegnano più della cronaca, e che anche le corde più sottili possono legare vite, colpe e destini.
Il nodo sinistro è il primo capitolo della collana Le indagini di Marta Lodi: una serie di gialli italiani rapidi, ironici e avvolgenti, perfetti per chi ama i misteri ambientati in piccoli paesi di mare, tra profumo di salsedine e verità che scottano più del sole.
«Nella città di Gaza, ogni mattina Nabil apre la sua libreria sotto le bombe.»
Julien Desmanges è un fotografo francese inviato a Gaza. Un mattino, girando per le stradine più nascoste della città, incappa in un uomo seduto davanti alla sua bottega. Ai piedi e ai lati pile di libri vecchi e meno vecchi: Julien capisce subito che sarebbe uno scatto perfetto, e domanda all’uomo il permesso di fotografarlo. E Nabil, questo il nome del libraio, glielo concede, ma solo dopo avergli raccontato la sua storia. Perché sono le parole che danno profondità all’immagine. Con un bicchiere di tè alla menta in mano, Julien ascolta allora la storia di Nabil, dall’esodo alla prigione, dall’impegno alla disillusione politica, dall’amore ai figli, dagli studi al teatro, dalle speranze al dolore di vedere soffrire chi si ama. Si dice che quando muore un vecchio, brucia una biblioteca intera: ed è questa verità che Nabil svela agli occhi del fotografo. In un racconto disseminato dei libri che hanno segnato la sua esistenza, il libraio narra la storia di un uomo tenacemente aggrappato all’idea che a ogni pagina che volterà sarà più libero.